Una biennale dai due volti – Biennale di Architettura Venezia 2014

Fundamentals: è così che Rem Koolhas, architetto di fama mondiale, ha intitolato la 14° mostra internazionale di architettura, dividendo tale argomento in 3 parti. La prima coinvolgeva 66 paesi che hanno dovuto ricostruire il proprio territorio nell’ultimo secolo dal 1914 al 2014, una visione quindi di come l’architettura moderna ha influito su questo processo, soprattutto rispetto alle tecniche e materiali usati a questo scopo. A mio modesto parere, da studentessa di Architettura, questa parte è stata sviscerata in modo comprensibile solo da alcuni padiglioni quali la Francia, Brasile, Stati Uniti e Giappone, che hanno mostrato con modelli, grafici e videoproiezioni il loro sviluppo al visitatore.

La seconda parte della mostra coinvolgeva invece la storia dei componenti fondamentali dell’architettura (scale, corridoi, bagni, soffitti, muro, porta, etc) dal medioevo ai giorni nostri, con un occhio di riguardo alle ultime tecnologie che cercano la sostenibilità dei prodotti. Anche questa parte, situata nel padiglione Italia, è stata trattata in modo chiaro, suscitando interesse e curiosità anche nel visitatore occasionale che non appartiene al mondo dell’edilizia. (La terza parte non è stata visitata per mancanza di tempo.)

Parete esposta nel padiglione Italia

Interno del Padiglione dei paesi nordici di Sverre Fehn (1958)

Perchè biennale dai due volti? E’ solo un mio parere (e di chi mi accompagnava) che molti padiglioni minori, non abbiano saputo comunicare le loro intenzioni in modo comprensibile. L’utilizzo di particolari installazioni e simbologie non erano dotate di spiegazione né scritte né di una guida, lasciando perplesso spesso chi entrava per visitare gli elaborati.
Ad ogni modo, il luogo dove si tiene la mostra è uno splendido parco, che ha al suo interno 30 edifici costruiti nel tempo (dai primi del 900) da architetti di fama mondiale con lo scopo di rappresentare al meglio il proprio paese di provenienza; vi sono quindi 30 buoni motivi
per visitare questa oasi architettonica.

(Articolo redatto da Federica Mingotti, grazie mille!)

Leave a comment